Questa immagine è nata grazie a ‘inCamera’ - un progetto di live drawing in streaming, ideato dalla Galleria Nazionale dell’Umbria e da Becoming X – Art+Sound Collective.
Sei illustratori e un musicista, rigorosamente in diretta e da casa, si confrontano su un’unica tematica ispirata da titoli di quadri e opere di grandi artisti: in questo caso “La persistenza della memoria” (1931) di Salvador Dalì.

Pe chi volesse rivivere o vedere per la prima volta l'evento, la registrazione è disponibile qui.

Questo è il mio contributo e qui è dove faccio una cosa che di solito evito: spiegare ciò che disegno…



Persistance_Kuiry, aprile 2020

Persistance | Disegno digitale © 2020 Kuiry - Francesco Gaggia

Il disegno è stato realizzato in digitale durante l'evento, in diretta dalla pagina Facebook della Galleria, venerdì 17 aprile 2020, dalle 19:00 alle 19:50.

Nella composizione ci sono diversi ricordi personali e legati a Perugia, la mia città.
L’angelo è tratto da una scultura di Giuseppe Frenguelli (Perugia, 1856 - 1940) scultore tra i più attivi tra la fine dell'Ottocento e i primi anni del Novecento. Sue diverse opere al cimitero monumentale di Perugia, tra cui questo dolcissimo ‘angelo del silenzio’ (1895), che veglia sul monumento funebre della famiglia Vicarelli.
Giuseppe Frenguelli - Angelo del silenzio, 1895. Cimitero Monumentale di Perugia. Notai quest’opera nel 1983 quando, ancora studente di Architettura, decisi di provare la mia nuova Yashica FX3 documentando una selezione di opere liberty presenti a Perugia. Era un periodo di formazione e il mio interesse venne attratto da questa ventata di novità e di eleganza che alcuni autori avevano donato, per una breve ma intensa stagione, a Perugia.
La foto fa parte del primo rullino fotografico realizzato con un’attrezzatura professionale e, in nuce, mi sembra testimoniare uno sguardo in cui ancora oggi mi riconosco. Inoltre, ha il potere di evocare i ricordi di quel maggio ormai molto lontano da studente universitario.

Il quadrante è quello che fa da finestra alla Sala dell'Orologio, nella Galleria Nazionale dell’Umbria e che, dall’esterno, caratterizza la Torre Campanaria di Palazzo dei Priori.
Per i perugini, l’Orologio.
Quello dove ci si dà appuntamento quando ti devi vedere con qualcuno in centro.
La frase - ‘Ci vediamo sotto l’orologio!’ mi ricollega sempre all’adolescenza, ai primi appuntamenti e ai primi brividi sentimentali. E nonostante l’orologio abbia oggi acquisito tutta una serie di altri riferimenti e simbolismi, sicuramente questo rimane il primo e il più vivo.

La superficie increspata di onde rappresenta l’essenza liquida e pervasiva della nostalgia che, come si intuisce nelle righe precedenti, per me è sempre stata legata inscindibilmente alla memoria.

La luna nel cielo stellato è il ricordo/desiderio della sera/notte.
Ho sempre amato la sera, la sua aria fresca e la notte con le sue molteplici possibilità e incognite.
Uscire la sera mi manca. E’ una delle cose che ora mi mancano di più, a pensarci bene!
E la luna piena al perigeo di qualche giorno fa (vista attraverso i vetri della finestra) sono sicuro rimarrà nella mia memoria futura come immagine legata a questo periodo surreale.

Surreale è anche l’atmosfera onirica che vorrei essere riuscito a interpretare, decontestualizzando elementi della memoria e ricollegandoli in una composizione che ne stabilisca nuove relazioni e valori. Impastando tutto, come nei sogni.

Ma, come Dalì insegna, non bisogna mai prendersi troppo sul serio.
Così quando tutti negli orologi molli de “La persistenza della memoria” leggevano riflessi della fisica relativistica di Albert Einstein o dell’influsso di Sigmund Freud lui dichiarava candidamente: - “A completamento della cena avevamo mangiato un camembert molto forte e, dopo che tutti se ne furono andati, io rimasi a lungo seduto a tavola, a meditare sul problema filosofico dell'ipermollezza posto da quel formaggio”.
Per cui ho deciso di assegnare, sul finale, la chiave di lettura dell’immagine pubblicitaria del profumo “Persistance”, con lo slogan “Une goutte de mémoire”.

Profumo come memoria, come in “Alla ricerca del tempo perduto” di Marcel Proust.

Ma questa è un’altra storia.

Kuiry




Nel video, riassunto in 60 secondi il lavoro dei 50 minuti di lavoro in diretta streaming.
Per motivi di copyright e di durata, la musica non è quella originale dell'evento.













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