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L'Opera
Le confessioni degli immaginari assassini di Aub, rapidissime, surreali, sorprendenti,
spesso di poche righe, rievocano quei delitti che ognuno di noi ha commesso, anche solo in intenzione, contro gli
antipatici ed insopportabili protagonisti di alcuni incontri quotidiani.
"(...) Confessioni senza storia: chiare, confuse o dirette, non hanno altro scopo che
di spiegare il furore." (1)
"Un libretto pregevole, che sembra uno scherzo un po'
dissennato, ma proprio uno scherzo non è; oggi più che mai ce ne
rendiamo conto." (2)
(1) Max Aub - Introduzione - Messico, 1956
(2) dalla Nota di Lucrezia Panunzio Cipriani alla edizione italiana della Sellerio.
Traduzione: Lucrezia Panunzio Cipriani.
La biografia è tratta dalla Nota citata.
Copertina dell'edizione italiana (Sellerio 1992)
Le illustrazioni
Questi immagini nascono da volti, espressioni e sguardi evocati dalla lettura dei Delitti.
Come accade nel testo anche nei disegni l'ambientazione è quasi annullata. Inquadrature strette e scenografie
essenziali cercano di evidenziare pochi ma significativi elementi. La scelta dei sette delitti è avvenuta
tra quelli che immediatamente mi avevano suggerito una più nitida e vivida immagine mentale.
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L'Autore
Max Aub nasce a Parigi nel 1903 da padre tedesco e madre francese.
Insieme alla famiglia emigra in Spagna nel 1914 e nel 1937 viene nominato addetto culturale presso l'Ambasciata spagnola
di Francia, qui nel 1939 viene arrestato con l'accusa di comunismo.
Dopo tre anni riesce ad evadere dai campi di concentramento francesi e si rifugia in Messico dove, dal 1942 inizia una
intensa attività teatrale, letteraria e cinematografica.
Poco noto in Italia, la sua produzione è vastissima: spazia dalla poesia al giornalismo, dalla critica al teatro, dal
cinema alla narrativa.
Muore a Città del Messico nel 1972. |