Pozzi, cisterne, acquedotti, rubinetti,
distributori automatici di Coca Cola hanno fatto sì che si atrofizzasse la
"ghiandola" che permetteva all'uomo primitivo di trovare l'acqua sotto insospettabili
strati di rocce, sabbia... ma può succedere, viaggiando per le campagne, di
vedere un omino insignificante muoversi tra 1'erba alta impugnando una forcella
di ciliegio. In alcuni la ghiandola dell'acqua non è completamente atrofizzata.
La nonna infila nel Panasonic la videocasetta di Pinocchio; non racconta più,
dinanzi al fuoco. La “ghiandola dell'affabulazione" si è disseccata, e nessun
referto radiologico, nessun test di anatomia vi consentirà di trovarvela addosso.
E' stata l'alfabetizzazione, la comunicazione di massa, la tecnologia.
La maggior parte del tempo libero si dedica alla favola, ma c'è una nonna sola che
racconta per tutti, in esperanto Pippobaudese, cinquanta storie su cinquanta canali.
Oggi narrano gli specialisti, scrivono film, serial televisivi, libri, racconti...
fumetti; chi non invidia coloro che dispensano sogni?
Questo "giornale" e il palparsi di un gruppo di persone alla ricerca della
"ghiandolina", è la ginnastica che fanno perché questa si rafforzi, per non
perderla più. Non tutti hanno una forcella di ciliegio, non tutti sanno usarla,
qualcuno troverà una pozza, qualcuno troverà una sorgente, ma importante è
cercare, perché c'è sempre bisogno di quest'acqua.
(Editoriale di Claudio Ferracci dal primo numero di FLIT))